WEB MARKETING

Visual Storytelling: nuove opportunità per farsi conoscere

Visual Storytelling: nuove opportunità per farsi conoscere
Giovedì, 23 Gennaio 2014

Si parla molto di storytelling nel marketing, perché negli ultimi dieci anni è stata una tendenza sempre presente. Le narrazioni non sono mai neutrali; basta pensare alle fiabe. Le storie mirano sempre a trasmettere certi concetti, suscitare determinate sensazioni, stimolare una specifica reazione. Se ben congegnate, ci riescono davvero bene. Perché?

Perché una narrazione coinvolge a livello emotivo: si tratta di un’arma molto potente per la comunicazione d’impresa, che può essere di grande aiuto nel momento in cui si rende necessario focalizzare strategie per riprogettare un prodotto, un brand, l’intera identità aziendale. La narrazione è perfetta anche per comunicare progetti specifici, oppure  “persone che vendono loro stesse”, artisti, fotografi, illustratori, scrittori. 

Oggi si parla di visual storytelling, grazie al supporto dato dalle immagini, che sono le parole che il web preferisce in assoluto, perché universali e immediate. Lo sappiamo, un' immagine vale più di mille parole, soprattutto online, dove leggere a lungo stanca.

Negli ultimi mesi sono nate diverse realtà che rendono possibile e molto facile costruire delle pagine web di visual storytelling, con una grafica prestabilita, pulita e gradevole, potenziata da tante immagini a pieno schermo e testi d’accompagnamento.  Ne segnaliamo due: Storehouse e Exposure: entrambe si sviluppano in verticale. 

Mentre la prima è un’applicazione per iPad, la seconda è una piattaforma vera e propria, che offre una versione free del suo servizio, con qualche limitazione, oppure una versione Plus o Pro, ad un prezzo piuttosto contenuto, rispettivamente 49 dollari o 99 all’anno. In entrambi i casi, una volta pubblicata la pagina, è possibile condividerla su tutti i social network possibili ed immaginabili.

Una soluzione davvero valida per chi non ha molti soldi da spendere ma vuole comunque poter contare su uno spazio web esteticamente molto gradevole ed emozionante per comunicare il suo progetto, a patto che abbia contenuti adatti ad essere veicolati attraverso questo linguaggio.

Con Storehouse occorre avere un iPad per pubblicare: con un semplice tocco di dita si diminuiscono e ingrandiscono le immagini, si riposizionano i testi. Poi si ottiene un url sul web, visualizzabile con qualunque dispositivo.

 Vediamo l’effetto finale prendendo come esempio la pagina di un disegnatore che parla del suo film d’animazione, A case against umbrellas (come notiamo, sono supportate anche le GIF). Ci sono clip del filmato, bozzetti, lo storyboard e qualche riga scritta dal disegnatore, che spiega come è nata la sua idea. Non vi viene voglia di vedere l’animazione?

Vediamo anche un progetto su Exposure ( parola che ha un doppio significato, esposizione della macchina fotografica ma anche rivelazione) Questa volta si tratta di un fotografo che ha trascorso a Boston i giorni delle grandi nevicate di inizio gennaio 2014. Jarques Pretorius ha creato un fotoreportage molto interessante inserendo scatti della sua città sotto la neve ma anche dettagli più intimi, l’appartamento dove si è rifugiato e il modo di vestirsi per affrontare il “Polar Vortex”, oltre a pensieri correlati.

Ancora, questo è un progetto sul vino ungherese: potrebbe essere il ricordo di un viaggio enogastronomico, ma anche un bel biglietto da visita per presentare un territorio ancora poco conosciuto per la vinificazione. La home di Exposure propone sempre una storia diversa da conoscere, di qualche utente random, ogni volta che viene ricaricata la pagina. 

Si apre un mondo di opportunità di visibilità sul web anche per le piccole aziende, che magari non hanno ancora un sito o trovano complesso aggiornarlo, aggiungere sezioni ecc, e vogliono invece comunicare qualcosa di loro e della loro storia. Pensiamo ad un’azienda della filiera agroalimentare, ad un’ impresa artigiana, ad un libero professionista o più semplicemente ad un agriturismo, che potrebbe utilizzare questo formato per far conoscere come vengono prodotti i cibi venduti. L'obiettivo? Mostrare il lato umano di ogni attività, puntare sulle emozioni per valorizzare ciò che si fa con passione.

 

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