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Viralità: non fare i conti senza 4Chan

Viralità: non fare i conti senza 4Chan
Mercoledì, 18 Dicembre 2013

Cos’è 4Chan? Si tratta di una immensa dashboard virtuale a cui chiunque può accedere per inviare immagini e fotografie in forma completamente anonima. Il Times nel 2008 lo ha classificato come  uno dei siti più influenti della rete e dalle sue pagine disordinate hanno preso le mosse fenomeni mondiali come i meme e i gruppi di hackers attivisti Anonymous.

Nato nel 2003 da un’idea dell’allora sedicenne Christopher Poole, che aveva l’intenzione di utilizzarlo per scambiare materiale online sulla sua grande passione, i manga giapponesi, 4Chan è cresciuto fino a diventare il 360esimo sito di tutto il www. Non vive di pubblicità ma di donazioni e di piccoli escamotage (un abbonamento per i contributors più assidui affinché non debbano inserire tutte le volte il captcha). 

“Anime e manga” è ancora uno degli argomenti a cui il sito dedica una board, conosciuta anche come /a/. Sono almeno una cinquantina le bacheche tematiche, tra paranormale, letteratura, pornografia e la famosa board random, ossia /b/, una miscellanea di più argomenti che da sola attira il 30% del traffico.

La forza di 4Chan è data soprattutto dall’anonimato, che permette un’espressione più libera e corale, riuscendo a dare forza e spazio al “popolo di internet”. La maggior parte dei meme che troviamo su altri social network sono nati proprio su 4Chan che, come un immensa impastatrice fatta di milioni di mani, tritura le idee, i fatti dell’attualità, rimpasta il tutto e restituisce qualcosa di nuovo e sorprendente.  La creatività come fenomeno condiviso, senza padri, è un fenomeno nato grazie a 4Chan.

Un esempio sono i Lolcats: foto di gatti con sopra scritte ironiche e sgrammaticate che giocano sulla loro pigrizia, sull'alterigia, sul loro desiderio di supremazia sulla razza umana o semplicemente sulla comicità di posizioni buffe o umanizzate. Qui ne vediamo un esempio:



Ancora, un caso forse ancora più eclatante, quello di Pedobear: un orso antropomorfo nato per essere usato dagli utenti stessi di 4Chan per ammonire chi mostra un interesse sessuale verso i minori (non essendoci moderazione, questo avviene frequentemente).



Pedobear è diventato famoso anche in Europa e nel 2012 un piccolo scandalo ha investito la Nestlè, che ha usato una mascotte molto simile per pubblicizzare il KitKat. Che l’operazione sia stata fatta apposta o meno, la cosa ha avuto un'eco internazionale.



Il social marketing o qualsiasi operazione fatta per cercare la condivisione spontanea del contenuto proposto a livello mondiale deve fare i conti con questa realtà, con le sue regole, talvolta imprevedibili. Una buona dose di divertimento, un pizzico di cinismo, una frase descrittiva che colga una contraddizione della società in cui viviamo. Questo, ma non solo questo. Non è facile per un brand riuscire a infilarsi in queste dinamiche, per giunta comunicando di sé qualcosa di positivo. Guardiamo Mac Donald's, che è spesso la protagonista involontaria di demotivational particolarmente cattivi:

La capacità di incidere sulla viralità di un determinato contenuto è una delle caratteristiche principali di 4Chan. Anche se molti lo ignorano, alcuni dei tormentoni degli ultimi anni sono opera della comunità di 4Chan: Psy con Gangnam Style, Angry Birds, Trololo,

 

le trollface e le pokerface

Non solo: il popolo di 4Chan si mobilita quando c’è qualche sondaggio online: lo scorso anno è riuscito a far eleggere il presidente nordcoreano Kim Jong Un come la persona dell’anno del Times e a manipolare la lista dei primi nomi per dare l’acronimo KJU GAS CHAMBERS, che si riferisce alle camere a gas e al nazismo, con preciso riferimento al fatto che il giornale nel 1938 insignì Hitler di questo prestigioso riconoscimento.

Anche Taylor Swift, cantante famosa per i giovanissimi, aveva chiesto ai suoi fan dove avrebbero preferito che lei tenesse un concerto di beneficenza tra una lista di possibili scuole: la vincitrice, eletta con un sondaggio online in cui gli utenti di 4Chan hanno messo lo zampino, è stata una scuola per non udenti. Il rapper Pitbull ha vissuto una vicenda simile, dal momento che quando Wallmart ha lanciato un sondaggio tra più location per una performance gratuita, ha vinto Kodiak, cittadina sperduta tra i ghiacci dell’Alaska, sbaragliando tutti le altre.

Gli Anonymous possono prendere di mira un particolare sito, attaccarlo e causarne il collasso. O, ancora, forzare un account di posta di qualche politico, come è accaduto con la mail Yahoo di Sarah Palin nel 2008.

Sempre nel 2008 il simbolo della svastica apparì per molte ore nella lista degli hot trends di Google. Tutto era nato su 4Chan, naturalmente: un utente aveva postato il carattere unicode per la svastica nel /b/ e chiesto a tutti i visitatori di cercarla con Google, con il risultato che migliaia e migliaia di ricerche avevano decretato la sua apparizione proprio sulla home page del popolare motore di ricerca. 
Nel 2009 alcuni membri del sito 4Chan attaccarono Youtube, inondandolo di video pornografici: questo fu un attacco di risposta al fatto che Youtube stava “distruggendo la musica”, come sostenne un membro in un’intervista alla BBC.

Non solo bravate: gli utenti di 4Chan, spesso abilissimi programmatori o hackers, hanno contribuito a far arrestare numerosi pedofili e salvato anche un gatto (Dusty the cat) da maltrattamenti domestici, risalendo al computer che veniva utilizzato per postare video delle violenze su Youtube.

4Chan è anche l'ispiratore di un film horror del 2013, Smiley, dove la leggenda di un serial killer legato al sito diventa realtà.

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