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Myspace è risorto, ma sembra un po' Frankenstein

Myspace è risorto, ma sembra un po' Frankenstein
Lunedì, 08 Luglio 2013

MySpace è stato per molti il primo approccio alla logica del social network. Nato nel 2003, è sempre stato particolarmente amato da musicisti e band emergenti, che qui trovavano la possibilità di farsi conoscere in tutto il mondo grazie alla loro musica e al passaparola, bypassando case discografiche e manager.

Il 15 giugno 2013 il social network è risorto ufficialmente dalle sue ceneri, riaprendo con un design nuovo, che proprio nuovo non è, dal momento che unisce tante idee e stili già visti. Anche le funzionalità sono per la maggior parte "già viste", semplicemente assemblate insieme.
La data dell’inaugurazione non è stata scelta a caso: era la stessa dell’uscita del nuovo singolo di uno degli azionisti di Myspace (ora con la S minuscola), Justin Timberlake. La versione rinnovata del social network è dedicata non solo ai musicisti, ma ai creativi in generale, designers, filmakers e così via.

Questa ragazza su Twitter esprime bene la sorpresa di vedere tornare in auge MySpace, che sembrava ormai destinato a una lenta agonia: 

Sin dall’inizio era possibile iscriversi alla piattaforma anche se non si avevano particolari velleità artistiche: si poteva tenere un blog, caricare fotografie, lasciare commenti ad altri utenti e inserire una canzone di sottofondo per i visitatori. Grazie a Webarchive abbiamo trovato una schermata dell’home page del lontano 2001 e quella del 2006. 



MySpace si proponeva come uno spazio personale
in cui mostrare agli altri se stessi attraverso i prodotti culturali (musica, cinema, tv, letteratura) amati. D'altra parte, il payoff era "a place for friends".
Una delle pecche di MySpace come social network puro fu il non richiedere obbligatoriamente nome e cognome reale, lasciando che gli utenti si celassero in una sorta di limbo anonimo (ma questo seguiva una corrente generale tipica di quegli anni, una sorta di pudore a scrivere il proprio nome e cognome. La percezione che poi quei dati sarebbero rimasti sulla pubblica piazza, senza controllo, era forte e radicata). 

La navigazione era difficoltosa, proprio perché si riuscivano a trovare altri amici già iscritti tramite la mail ma poi non c’era la possibilità di cercare persone e amici di cui non si aveva l'indirizzo di posta elettronica. Le reti degli amici virtuali non avevano corrispondenza con quelle reali, nella maggior parte dei casi. Questo non attirava le persone adulte, ma i ragazzini.

Un altro problema di MySpace, che nel periodo di massimo splendore arrivò ad avere più visitatori unici dello stesso Google, il problema che forse ne decretò la fine, dicevamo, fu paradossalmente la libertà che accordava ai suoi iscritti.
La pagina del profilo era personalizzabile tramite html e nacquero siti satellite che davano la possibilità di scaricare dei layout. Anche utenti alle prime armi potevano caricare una loro versione della pagina, rendendo la navigazione ancora più difficile.

MySpace divenne una giungla di colori shocking, di gif animate, immagini, canzoni che partivano senza controllo. Le pagine erano diventate pesantissime da scaricare, e non ci furono miglioramenti neppure con l’aggiornamento del 2008, quando tutti i profili furono “azzerati” ma la struttura della pagina non si alleggerì. 

Piano piano, anche per effetto dell’arrivo di nuovi social network come Facebook, MySpace iniziò il suo declino. Esemplificativo seguire i cambiamenti del suo valore monetario: comprato da Rupert Murdoch nel 2005 per 580 milioni di dollari, fu  rivenduto nel 2011 a soli 35 milioni alla Specific Media di Tim Vanderhook.

Riuscirà a tornare un social network frequentato? Vediamo le novità più salienti della nuova versione di Myspace:

-Grafica completamente nuova, che dà molto spazio alle immagini: grandi foto per il profilo, una sorta di copertina come in Fb, foto nei post e menu ordinati.

Il nuovo Myspace cerca di soddisfare il desiderio di ascoltare e scoprire musica online degli utenti, facendoli incontrare con i musicisti in modi di cui parleremo più avanti. La grafica nuova ricorda tante cose già viste: Pinterest, Google+, e anche quella di Grooveshark, sito per ascoltare brani in streaming. Guardate la striscia nera in fondo, il player. 



A differenza di Grooveshark, le pagine del nuovo Myspace hanno però anche uno scroll orizzontale in cui compaiono gli aggiornamenti degli amici in ordine di tempo. L’usabilità è buona e la struttura intuitiva.

I post delle persone che seguiamo, come dicevamo, sono mostrati con una logica simile a Pinterest, a rettangoli. 

- La Social Radio: per scoprire nuova musica e per “dire la propria”. Ogni utente potrà aprire la propria radio, scegliendo i pezzi da trasmettere. Ciò che è più attraente sarà la possibilità di ascoltare la musica che amano i big, sintonizzandosi sulla loro radio. In questo senso Myspace sembra unire le funzionalità di Spotify con le funzionalità di un social network, in cui è possibile incontrare utenti con gusti simili e condividere con loro le playlist. A proposito, anche Grooveshark dà la possibilità di ascoltare stazioni radio, ma non sono create da una persona in particolare; si tratta di brani suddivisi per genere musicale. 

- Connessioni asimmetriche come in Twitter: è possibile connettersi a qualcuno e non essere ricambiati, e viceversa.

- Possibilità di accedere tramite Twitter e Facebook e status di max 150 caratteri, che potranno essere pubblicati anche sugli altri due social network.

Infine, una piccola osservazione. Per qualche mese MySpace si è sdoppiato, mantenendo i dati dei vecchi profili e contemporaneamente mettendo online una versione beta del nuovo sito. Alla pubblicazione dei nuovi profili, però, ha cancellato tutti i dati presenti nei vecchi account, facendo infuriare (giustamente) moltissime persone. 

Tornerà Myspace ad essere davvero un place for friends?  

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