WEB MARKETING

Mobile marketing, tra tradizione e realtà aumentata

Mobile marketing, tra tradizione e realtà aumentata
Giovedì, 25 Luglio 2013

Di mobile marketing si parla sin dai primi anni 2000, quando si riferiva all’invio di sms promozionali ai numeri di cellulare delle persone, consenzienti o meno. Oggi, nel 2013, con quasi 20 milioni di italiani connessi alla rete tramite smartphone o tablet, la geolocalizzazione e la possibilità di fare anche acquisti, questo termine ha assunto un significato completamente diverso, ricco di sfumature e di opportunità. 

La grande differenza tra un utente desktop e un utente mobile è la sua posizione nello spazio, che nel primo caso è fissa, nel secondo varia. Questo influenzerà il tipo di ricerca e la modalità con cui si svolgerà: nel primo caso la persona è tranquilla, seduta comodamente e, nella maggioranza dei casi, disposta a fare ricerche approfondite. Nel secondo caso, invece, è proprio l’essere in giro, lontani da casa, il motivo per cui spesso si consulta il web, alla ricerca di ristoranti, negozi oppure diversivi, giochi, news e intrattenimento per sopportare meglio un viaggio o un’attesa. La ricerca sarà volta a cercare informazioni, indirizzi, orari. L’utente dovrà trovare velocemente quello che cerca, senza troppi indugi.

Anche l’utilizzo dei social network è stato profondamente modificato dall’arrivo dei dispositivi mobile: possiamo condividere qualsiasi cosa ci capita di vedere con i nostri amici o followers, possiamo raccontare loro in tempo reale cosa sta accadendo, possiamo informarli di quante calorie abbiamo perso nella nostra ultima sessione sportiva.

Negli Usa sono 425 milioni le persone che utilizzano lo smartphone per controllare Facebook e il 55% del traffico su Twitter viene dal mondo del mobile. Questo significa un potenziale enorme per il marketing e le aziende, che devono essere brave a creare contenuti appositi, design ottimizzati per essere visti dallo smartphone, dare la possibilità agli utenti di condividere immediatamente e con estrema semplicità un prodotto, una fotografia o un testo, ma non solo.

Il mobile marketing  non è solo applicazioni realizzate dai brand, mail marketing ottimizzate per gli smartphone, pubblicità creata ad hoc per le applicazioni mobile dei social network più diffusi o siti aziendali creati per gli utenti che si collegano dal telefonino; è proprio la tendenza umana, naturale, di ricerca di informazioni aggiuntive il combustibile che dà forza a nuove applicazioni dalle finalità quasi fantascientifiche.

L'ultima frontiera del mobile marketing attacca la realtà aumentata, si insinua nel reale per accompagnare le persone verso il virtuale, tramite il loro dispositivo. Come?

I codici QR, nati nel lontano 1994 e utilizzati negli ultimi anni per ampliare le informazioni a margine di cartelloni, biglietti da visita e presentazioni aziendali, sembrano ormai destinati ad un inevitabile declino.



Una volta che se ne è avvistato uno, occorre essere piuttosto motivati per sfoderare il cellulare, lanciare l’applicazione che li decodifica, inquadralo, fotografarlo e leggere la pagina web che si è aperta sul browser. Se si tratta di pubblicità, è evidente come occorrerebbe dare una motivazione molto valida per convincere qualcuno a perdere così il suo tempo.

Esistono però altre applicazioni che permettono di accedere a informazioni aggiuntive su un qualsiasi oggetto, luogo, monumento, nel momento in cui lo riprendiamo con lo smartphone. Un esempio è Layar, che permette l’aggiunta di informazioni virtuali a qualsiasi cosa possa essere fotografata, soprattutto riviste, stratificando così la realtà, dandogli vita.

Oppure Google Goggle, applicazione mobile di Big G che permette di fare ricerche sul web a partire da una foto. Contiene anche un lettore di codici QR e un sistema di traduzione automatica da altre lingue.

Anche il conosciutissimo Shazam, o le applicazioni simili, sono un esempio di realtà aumentata. Grazie ad esse possiamo sapere il nome della canzone che stiamo ascoltando mentre facciamo l’aperitivo sul mare, segnarcela oppure comprarla sull’onda dell’emozione.

Tutti queste opportunità rispondono alla curiosità delle persone o alle loro necessità di sapere qualcosa in più su ciò che incontrano durante la loro vita di ogni giorno, in un modo meno invasivo e forzato rispetto al QR code. L'obiettivo del futuro, per chi fa marketing, sarà quello di intercettare queste ricerche e riuscire a proporre qualche bene o servizio inerente. 

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