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L’ho visto su Facebook: la morte di Lou Reed e le altre news incidentali

Uno studio del Pew Research Center fa chiarezza sul rapporto tra news e il social più utilizzato del mondo

L’ho visto su Facebook: la morte di Lou Reed e le altre news incidentali
Martedì, 29 Ottobre 2013

Domenica se n’è andato uno dei più grandi artisti del nostro tempo, Lou Reed, e molte persone sono venute a sapere della triste notizia mentre scorrevano lo streaming delle news provenienti da amici e pagine, su Facebook. Si parla spesso della relazione tra Twitter e il giornalismo, ma poco del ruolo che ha invece Facebook nell’informare le persone. Al di là degli hashtag, che sono attivi da giugno anche sul social di Zuckerberg e che permettono di scandagliare i contenuti dei post pubblici di qualunque utente, apprendere una notizia da Facebook piuttosto che attraverso media più tradizionali sta diventando sempre di più una consuetudine e il 24 ottobre il Pew Research Center, con sede a Washington (conduce sondaggi di opinione pubblica e in generale ricerche di scienze sociali) ha pubblicato i risultati delle sue analisi sul rapporto tra news e social network.

Lo studio si basa su di un campione di 5,173 adulti statunitensi, ma probabilmente riflette bene anche ciò che avviene nel nostro Paese: il 47% del campione (30% della popolazione generale) dichiara di essere un "consumatore di notizie su Facebook", ma la maggior parte di queste persone non effettua l’accesso per cercarle (il 78% di questa fetta era su Facebook per altri motivi). 

Ancora, lo studio dimostra che molti utenti hanno appreso notizie su Facebook di cui altrimenti non avrebbero saputo nulla, in particolar modo i giovani (18-29 anni), gruppo statisticamente  meno propenso a cercare altri fonti informative. Interessante a questo proposito sapere che solo il 21% degli utenti di Facebook statunitensi legge abitualmente quotidiani, mentre la percentuale sale al 27% nella popolazione generale.

La conclusione è che la natura incidentale del social di Zuckerberg finisce per esporre più persone, soprattutto giovani, a notizie che altrimenti non avrebbero saputo. Ovviamente più tempo si passa davanti al pc loggati più è alta la probabilità di incappare in qualche notizia: 67% per coloro che passano almeno un’ora al giorno, magari entrando sul sito a più riprese nell’arco della giornata, il 41% per quelli che passano meno tempo. Anche il grado di attività sul sito è determinante sulla probabilità di trovare news: il 77% di coloro che trovano notizie su Fb ci vanno per vedere le attività degli amici (la percentuale è al 60% per quelli che dichiarano di non aver usare Facebook per informarsi) il 49% va a chattare (contro il 29%) mentre il 26% (contro il 9%) scrive uno status o condivide materiale.

Qual è il genere più frequente di notizia che viene veicolata su Facebook? Negli Usa, quella più frequente è la news d’intrattenimento, seguita dalle informazioni su eventi all’interno della propria comunità; lo sport è al terzo posto, mentre le notizie di politica nazionale si piazzano al quarto posto.

Cosa ci spinge a cliccare su un link che scorre nel fiume delle notizie provenienti dai nostri amici? Lo studio dice che, semplicemente, siamo invogliati dall’interesse che suscita in noi il macro argomento di cui si parla, ma siamo anche influenzati dal fattore divertimento o sorpresa. Il 37% sostiene che la molla più efficace per spingerli a leggere una news è la raccomandazione di un amico: il 20% dice di dare importanza alla fonte della notizia, se è un’organizzazione che amano cliccano, soprattutto se vedono che la storia ha collezionato molti like.

In più, c’è il fenomeno dei giornali che, attraverso il loro profilo Facebook, ribattono le notizie. Le pagine di questo tipo vantano sempre un grado di coinvolgimento piuttosto alto. Il 34% dei consumatori di news su Fb ricevono gli aggiornamenti di pagine di testate giornalistiche o blog.

Insomma, sembra proprio che Facebook sia un buon modo per trovare news senza cercarle e che riesca anche a raggiungere persone che altrimenti non avrebbero "incontrato" la notizia. 

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