TECNOLOGIA

Stampanti 3D, come funzionano e quanto costano

Stampanti 3D, come funzionano e quanto costano
Lunedì, 15 Luglio 2013

Immaginate di aver appena disegnato, con Autocad, un pupazzo. Lo visualizzate sullo schermo del vostro computer, tridimensionalmente, lo fate ruotare per controllare che tutto sia a posto. Quando vi rendete conto che è così premete un tasto e, dal macchinario che avete accanto, una stampante 3D che al momento potrebbe essere simile a questa, esce un modellino perfetto, tridimensionale, della figura che fino a un attimo fa era solo nella vostra fantasia.

Fantascienza? Mica tanto. Le stampanti 3D non solo esistono già e funzionano perfettamente, ma i loro costi si stanno abbassando velocemente, fino a raggiungere prima prezzi abbordabili per le piccole e medie imprese, da oggi anche per i privati cittadini.

La stampa 3D, in ambito industriale, permette non solo di creare modellini, ma è anche una vera e propria forma di produzione additiva, che sta pian piano erodendo il settore della prototipazione rapida. È già un’opportunità utilizzata da imprese di genere molto diverso tra loro. Pensate ai vantaggi del poter produrre volta per volta pezzi diversi, adatti ad un particolare progetto. Si stampano già, quindi producono, componenti ad hoc nella produzione industriale, nell’ingegneria, nel design, nell’architettura e in tanti altri campi.

Come funziona la stampa in 3D?

Gli oggetti vengono prodotti dal macchinario sovrapponendo strati di polimeri condensati di vario genere, anche metallico, che si aggregano formando una materia solida. Su Kickstarter si è chiuso il 29 giugno il periodo di finanziamento per il progetto The Bucaneer, un macchinario dal design elegante, di dimensioni contenute, pensato per il mercato di massa, che realizza modellini ad alta definizione e, per i suoi sostenitori, ha un prezzo che non supera i 400 dollari.  

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Ancora, progetto più anziano e dedicato ai professionisti, c’è FORM 1 (la vedete nell'immagine di testata), la stampante 3D di Formlabs, dell’università di Cambridge, pensata per accontentare i designers più esigenti; questo macchinario utilizza la stereolitografia e non più la plastica estrusa (FDM) delle stampanti 3d tradizionali, che può dare risultati un po’ grossolani e una bassa definizione. Il tutto, quando sarà in produzione, ad un costo piuttosto abbordabile.

In effetti, più che l’avanzamento della tecnologia, a fare notizia ultimamente è l’abbassamento dei costi, che allarga il mercato per l’acquisto di stampanti di questo tipo fino a renderlo di massa; è notizia degli ultimi giorni che una catena di negozi di elettronica, la Maplin, in Gran Bretagna, vende già oggi il K8200 Printer a 700 sterline.

Qui la potete vedere in azione:

È grande più o meno come una fotocopiatrice, ma chi la compra deve montarsela da solo; le cartucce, che contengono plastica grezza, costano 30 sterline l’una. 

Infine, una curiosità: c’è anche la stampante 3D costruita quasi interamente con i Lego. L’ha costruita uno studente e stampa utilizzando la colla calda, non la plastica. Per questo motivo, ha una gamma d’utilizzo più limitata. 

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