SOCIALE

Yelp, recensisco dunque sono

Yelp, recensisco dunque sono
Mercoledì, 10 Aprile 2013

Conoscete Yelp? In Italia è arrivato solo nel 2011, ma negli Stati Uniti, dov’è nato nel 2004, è un’istituzione da 100 milioni di visitatori unici (gennaio 2013). Si tratta di un luogo virtuale in cui è possibile lasciare la propria opinione su qualsiasi negozio d’abbigliamento, parrucchiere, medico, ristorante, cinema, estetista, forno, lavanderia in cui ci si imbatte. Anche i carcerati hanno la possibilità di dire la loro sulla prigione che li ospita o li ha ospitati.

Yelp, nel giro di pochi anni dalla sua nascita, è diventato un gigantesco archivio di informazioni, fotografie e recensioni, un motore di ricerca su base locale in cui scovare opinioni prima di decidere dove mangiare per la pausa pranzo o acquistare l’abito da sposa. Oltre alla versione desktop esistono ovviamente le applicazioni per gli smartphone. 

Una volta iscritti, è possibile fare check in nei posti, assegnare un punteggio da 1 a 5 stelle, scrivere recensioni, ottenere distintivi, scattare fotografie e caricarle, interagire con gli altri yelper, partecipare agli eventi organizzati ogni mese nelle varie città dai rispettivi community manager, scelti da Yelp tra gli utenti più attivi. Avrete notato parecchie somiglianze con Foursquare, che però non ha una versione web ed è nato dopo.

Il sito nacque dalla mente di Max Levchin, in collaborazione con ex amministratori PayPal: Levchin aveva in mente una nuova versione delle Pagine Gialle, che desse informazioni aggiuntive e opinioni sugli esercizi commerciali e sui servizi a San Francisco. All’inizio Yelp era un sito in cui gli utenti potevano chiedere agli amici opinioni sulle attività commerciali locali via email. In breve tempo fu chiaro che gli utenti scrivevano di più se non erano forzati a farlo, così il sistema delle mail lasciò il posto a quello attuale.

Una delle caratteristiche più interessanti di Yelp è proprio il suo essere anche un social network: attraverso le recensioni scritte molti utenti raccontano se stessi, ciò che amano, finendo inevitabilmente per legare con altri utenti e creare una comunità locale online. Ogni utente acquisisce una reputazione e tutti gli altri possono vedere quanto sia popolare e prolifico: Yelp, per ottenere più recensioni, incoraggia la competizione tra gli iscritti con un sistema di premi e prevede anche la possibilità di entrare nell’Elite, un piccolo gruppo di recensori particolarmente influenti. Questa configurazione vincente di Yelp, che prevede anche un forum e una chat, e stata imitata da tante altre start up, che però sono fallite o sono state acquistate da Yelp stesso, come Qype, fagocitata a ottobre 2012.

Una delle caratteristiche di Yelp più criticate, invece, è la presenza di un filtro automatico che seleziona le recensioni sulla base di un complesso algoritmo e individua quelle che ritiene false, inserendole in una categoria a parte. Come per Tripadvisor, le recensioni possono essere scritte da chiunque e non c’è nessun controllo sull’effettiva veridicità: teoricamente si potrebbe scrivere un’opinione anche su un negozio di una città in cui non si è mai messo piede. Come dicevamo, Yelp ha un algoritmo che riconosce le recensioni sospette e, senza censurarle, le inserisce in una sorta di limbo: spesso in questa selezione finiscono recensioni particolarmente positive.

Nel 2009 in California scoppiò un piccolo scandalo: un giornale pubblicò un’inchiesta in cui si affermava che alcuni imprenditori del posto erano stati contattati da agenti commerciali di Yelp che gli avevano promesso di nascondere le recensioni negative, se avessero acquistato pubblicità sul portale (in Italia ancora non è possibile fare pubblicità su Yelp). Al loro rifiuto, come punizione, sarebbero state addirittura nascoste le recensioni positive. In risposta a queste accuse, Yelp ha pubblicato un video su Youtube che  mostra come funziona il filtro e ha anche aggiunto nelle Faq una domanda mirata.

"Yelp rimuove o sposta in classifica le recensioni negative se un'attività paga come sponsor?
No. Non è possibile pagarci per rimuovere o riordinare le cattive recensioni che riguardano te. Punto. Desideriamo tuttavia sottolineare alcuni meccanismi di riequilibrio del sistema: tra l'altro, teniamo ben distinti i proventi della nostra attività dai contenuti, così come un quotidiano separa la pubblicità dagli articoli."

Per il momento Yelp in Italia copre tre città: Milano, Roma e Firenze. La prossima città in previsione è Napoli. 

0.0/5 di voti (0 voti)

Commenti (0)

Lascia un commento

Stai commentando come ospite. Login opzionale sotto.


Anti-spam: complete the task
© 2013 OB | Officine Bonfiglioli
Via Cupa 5 . 47826 Villa Verucchio (RN) . Tel. +39 0541 670544 . Fax +39 0541 670322 . Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.