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Ifoodshare: combattere gli sprechi alimentari sul web

Ifoodshare: combattere gli sprechi alimentari sul web
Lunedì, 27 Maggio 2013

Il verbo “condividere” e “Facebook”, insieme, fanno pensare alla comoda funzione con cui, trovato un contenuto particolarmente interessante sulla bacheca di qualcuno, lo si ripropone ai propri amici. Un gesto che non ha (quasi) conseguenze nella vita reale; da dicembre 2012 qualcosa è cambiato, in Germania, e la piccola rivoluzione sta prendendo piede anche in Italia. Condividere e Facebook, nella stessa frase, potrebbero avere il gusto di un pasto in più per qualcuno che ha fame.

Proprio sul finire del 2012, infatti, Valentin Thum e Stefan Kreutzberg hanno deciso di combattere lo spreco alimentare, che in Germania è calcolato in 500.000 tonnellate di cibo all’anno, utilizzando il web: Foodsharing.de è un sito dall’impronta molto social che fa incontrare domanda e offerta, raccogliendo da una parte segnalazioni di esuberi alimentari degli utenti loggati con Facebook, dall’altra le necessità di enti e associazioni che aiutano le persone bisognose attraverso mense gratuite.

Una volta collegati al sito, si può proporre ciò che è in eccedenza, dove si trova (il servizio è attivo in alcune città tedesche) e quando scadrà: una piattaforma completamente gratuita che permette a negozianti, produttori o privati di non gettare via cibo ancora perfettamente commestibile. E in Italia, dove si calcola ogni cittadino ogni anno getti via 76 kg di cibo?

Nel febbraio del 2013 ha inaugurato Ifoodshare.org, sito fondato da quattro ragazzi siciliani: una piattaforma che permette di offrire i prodotti alimentari in più a chi ne ha davvero bisogno. Qui le donazioni sono organizzate in cesti alimentari: chi vuole dare qualcosa in beneficenza, che sia un cittadino privato, un’azienda agroalimentare che ha un surplus, un negoziante, una volta registrato gratuitamente, prepara un cestino virtuale dove inserisce gli alimenti

I cibi più indicati sono, naturalmente, quelli di difficile deperimento: cereali, legumi secchi, cibi in scatola e in generale prodotti confezionati. Questi siti però non proibiscono di regalare anche prodotti freschi, come frutta, verdura, uova, che hanno bisogno di una catena del freddo per non diventare potenzialmente pericolosi. Foodsharing.de, infatti, chiede agli iscritti il rispetto delle norme igienico sanitario, così come il mantenimento della catena del freddo. 

I cittadini bisognosi, o le associazioni come la Caritas, le parrocchie, le ong, possono prenotare i prodotti offerti che vengono eliminati automaticamente dalla lista delle disponibilità. Ci si organizza poi per la consegna tramite messaggistica provata: la località del donatore è sempre mostrata, per poter scegliere cibo a poca distanza. 

L'idea potrebbe essere sfruttata anche per altri articoli, per esempio i vestiti. Al momento il servizio più simile è quello offerto da Reoose, proprietà del colosso Bakeka.it. che però propone baratti asincroni tra utenti. Se si vuole fare beneficenza, è possibile donare i crediti guadagnati ad alcune Onlus. 

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