FOTOGRAFIA

Thanksgiving 2012: Instagram e la nostalgia del tacchino

Thanksgiving 2012: Instagram e la nostalgia del tacchino
Lunedì, 26 Novembre 2012

Il blog ufficiale di Instagram ha divulgato la notizia oggi: per il Giorno del Ringraziamento 2012 il social network ha battuto ogni record, arrivando a veicolare quota 10 milioni di fotografie taggate Thanksgiving. Ogni secondo più o meno duecento scatti di tacchini e torte, tavolate imbandite e brindisi opportunamente filtrati, desaturati o contrastati hanno viaggiato nell'etere: il doppio rispetto all'anno scorso.

Si tratta di una cifra che evidenzia quanto Instagram sia in crescita. Se all'inizio era disponibile solo per dispositivi Apple, da aprile 2012 è arrivata la versione per Android e nello stesso periodo l'applicazione è stata acquistata da Facebook, che al momento, con circa cento miliardi di fotografie, è anche il più grande archivio online del mondo.

Ma perché Instagram piace così tanto? Perché una foto digitale che sembra una vecchia polaroid dovrebbe essere più affascinante della sua versione senza trucco? L'applicazione taglia le foto quadrate e aggiunge dei filtri: ogni immagine instagrammata assume l'aspetto di una polaroid trovata in un cassetto, ingiallita e rovinata dal tempo.

Da un punto di vista puramente estetico, Instagram (e tutte le applicazioni simili, come Hipster o Streamzoo) rende più gradevoli le immagini scattate con il cellulare, che altrimenti non sarebbero certamente perfette a livello qualitativo. Le fotografie diventano belle da vedere. I contorni si fanno più nitidi, la luce magica, i volti delle persone si addolciscono.

Ma è tutto qui il segreto del successo di questi programmi? Ovviamente no. Le foto di Instagram non sono solo belle, sono emozionanti, o almeno cercano di esserlo. Vediamo come.

Il tempo che passa conferisce agli oggetti fisici una sfumatura nostalgica ed emozionale. Una foto digitale non può invecchiare come un'analogica: il tempo non le dà un aspetto vissuto, al massimo solo superato: per risoluzione, messa a fuoco, colori.

La fotografia instagrammata, che sembra sopravissuta, vecchia e rovinata, diventa preziosa in quanto oggetto, seppure fatto di pixel, testimonianza di un tempo che non c'è più, finestra aperta su un presente che diventa istantaneamente passato, un attimo che non tornerà ma rimarrà nel cuore. È la magia del vintage, ma senza l’estenuante attesa dei decenni; Instagram è la nostalgia di un secondo fa.

L’applicazione permette non solo di scattare fotografie, filtrarle e caricarle, ma anche di taggarle. Come in Twitter, l’amicizia tra due utenti può essere anche a senso unico: si può seguire qualcuno che non ci segue, e viceversa.

Da inizio novembre sono arrivati i profili web: nonostante alcune piattaforme non ufficiali permettessero già di navigare tra le foto dal computer, Instagram ha creato la sua versione, che strizza l’occhio, com'era prevedibile, alla grafica di Facebook.

Oltre ai profili classici, di utenti che si divertono a raccontare le loro giornate in fotografia, mettendo più o meno in mostra la loro vita privata, esistono veri e propri progetti fotografici, davvero originali e con migliaia di follower, come l’italiano Osnuflaz, che ha come protagonista un simpatico e spaventoso tirannosauro immortalato nei contesti più vari: negli aeroporti, in mezzo alle piazze cittadine, nei centri commerciali o nella toilette. 

 

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