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Toglietemi tutto ma non il mio stemma: il restyling del logo della Roma

Toglietemi tutto ma non il mio stemma: il restyling del logo della Roma
Venerdì, 31 Maggio 2013

Il marchio di un’azienda è importante: i consumatori, con il trascorrere del tempo, imparano a riconoscerlo e –nel migliore dei casi- a cercarlo e ad amarlo. E questo lo sappiamo già. Lo stemma di una squadra di calcio, invece, non è solo riconosciuto e amato: è idolatrato.
La storia del nuovo stemma della Roma ci fa capire quanto dell’identità di un soggetto (sportivo, o commerciale) sia riversata, sintetizzata, esplicitata da un insieme di linee, colori e disegni, e quanto un cambio in uno o in tutti questi elementi rischi di essere visto come un vero e proprio attacco al nocciolo dell’identità.

Come accade per un marchio aziendale, lo stemma è l’anima della squadra, la sua essenza: l’attaccamento dei tifosi ad esso, però, è molto più viscerale di quanto potrebbe mai esserlo quello di un consumatore ad un logo. Evoca grandi emozioni, un’appartenenza sociale, un credo e una fedeltà che sconfinano quasi nel religioso. In questi giorni il restyling del logo della Roma, presentato il 22 maggio, sta infervorando gli animi dei tifosi: la maggior parte di loro non accetta la nuova versione e manifesta il suo scontento sulla pagina facebook della squadra, sui forum e anche tramite una petizione online su Change.

Vediamo i due marchi a confronto e qualche colorito commento a campione:

 

 

 

 

 

Moltissimi quelli che sostengono che il nuovo logo assomigli a quello non ufficiale, stampato per anni sulle magliette delle bancarelle:

 

La petizione, che ad oggi è arrivata a quota 7000 firme, creata e sostenuta da tifosi romanisti, “vuole essere propositiva” e dà chiari suggerimenti per migliorare la situazione: lo stemma della squadra di calcio deve utilizzare i colori ufficiali del Comune di Roma; la lupa capitolina deve essere ben riconoscibile, non stilizzata; deve comparire l’acronimo ASR, (associazione sportiva Roma), e non solo il nome della capitale. A questo proposito, fa notare un sostenitore nella petizione, il 1927 è l’anno di fondazione dell’associazione, non certo della città eterna.  

Perché si è scelto di utilizzare il nome Roma e non ASR? Si tratterebbe di una scelta di marketing, per sfruttare l’impareggiabile notorietà della città che nell’acronimo rimaneva nascosta.
 Così l’ufficio stampa della squadra giustifica e spiega le scelte estetiche, punto per punto:

(…)Il Club, con grande attenzione, ha deciso questa evoluzione del logo per riflettere il passato rappresentando il futuro.


1) ROMA – La città di Roma è conosciuta ed ammirata in tutto il mondo. Per rappresentare in maniera appropriata l’ineguagliabile legame che unisce il Club e la città, il monogramma ASR è stato sostituito dal nome della città di Roma.


2) 1927 – Il Club ha uno straordinario rispetto per la propria storia e per le imprese dei suoi calciatori. Nella stagione 2012/2013 l’AS Roma ha presentato la prima Hall of Fame in Italia e al fine di rendere ulteriore omaggio al patrimonio della Società ha apposto il proprio anno di fondazione nel logo ufficiale.


3) La Lupa Capitolina – Questa icona è diventata più forte, maggiormente essenziale nei tratti e più moderna: una nuova Lupa per una nuova era. La Lupa ed i gemelli sono ora raffigurati con un tocco tridimensionale al fine di rappresentare meglio l’importanza del marchio, a Roma e in ogni parte del mondo.


4) Carattere – Il carattere Trajan Pro utilizzato nell’aggiornamento del logo si sposa in maniera ideale con la sagoma tradizionale del crest. E’ semplice e forte, una evoluzione moderna di un classico. Un secondo carattere complementare – l’Helvetica Neue Light – comparirà in tutte le comunicazioni del Club.


5) Colore complementare – Un argento metallico è stato integrato nel logo. L’aggiunta dell’argento apporta una variazione accennata e garantisce profondità alle tonalità utilizzate dall’AS Roma.


6) Wordmark – Per l’AS Roma è stato disegnato un nuovo wordmark che utilizza lo stesso carattere Trajan Pro, a complemento di quanto previsto per lo scudo, con la finalità di resistere al tempo. Questo wordmark separa le parole con un ‘punto’ simile a quello utilizzato in età antica dai romani su statue e monumenti

Non è certo la prima volta che i tifosi si lamentano di un cambio di stemma: ieri la società dell’Everton, squadra di Liverpool, ha chiesto scusa ai suoi sostenitori per aver cambiato il logo, assicurando che sarà riportato all’originale.

Riusciranno, i tifosi della Roma, a riavere come i cugini inglesi il loro storico stemma? Il presidente non sembra voler scendere a compromessi e risponde alle critiche: «Di solito quando ci sono questi cambiamenti ci sono sempre scontenti, è stato così anche in passato». 


D’altra parte, c’è anche chi apprezza il nuovo logo:

Come abbiamo detto, lo stemma di una squadra suscita emozioni e un grado di coinvolgimento molto maggiore di quanto non possa farlo un marchio commerciale.

Non sono mancati, comunque, in passato, alcuni fragorosi capitomboli di aziende che, dopo aver cambiato il logo, sono dovute tornare sui loro passi per placare il malcontento dei clienti : emblematico il caso di Gap, che dopo aver proposto il restyling del logo e aver raccolto numerose critiche, decide di tornare a quello vecchio. 

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