DESIGN&STILE

Il potere dello spazio bianco

Il potere dello spazio bianco
Lunedì, 03 Dicembre 2012

Vi siete mai chiesti come mai le vetrine dei negozi di lusso mostrano un solo oggetto in vetrina, circondato da ampi spazi vuoti, mentre nei bazar tutto è gioiosamente ammonticchiato fino a riempire ogni centimetro quadrato disponibile?



Il perché è presto detto: lo spazio vuoto comunica. L’oggetto prezioso si appropria dell’area sgombra che lo circonda e la colonizza, la rende parte del suo impero, comunicandoci la sua importanza. Anche in prossemica si parla di distanza pubblica per indicare i tre metri e mezzo che separano un relatore di una lezione universitaria o di un convegno dal pubblico. La distanza ha un significato chiaro: la superiorità di colui che è al centro dell’attenzione.  

In grafica è lo spazio bianco tra gli elementi a fungere da spazio vuoto e a direzionare l’attenzione di chi guarda verso paragrafi di testo, illustrazioni, fotografie. Le aree bianche non solo danno risalto agli elementi, ma conferiscono leggibilità all’intero documento, che si tratti di un sito, un catalogo, una rivista. I grafici alle prime armi cedono spesso alla tentazione di inserire più elementi possibili nella pagina, dimenticando il potere del bianco e dell’assenza.

Il bianco si adatta particolarmente alle aziende hi-tech: Apple è stata una delle prime aziende a utilizzarlo come elemento vivo nel suo sito, per dare risalto ai bellissimi prodotti, e ha fatto scuola dal momento che ora sono tante le aziende del settore ad imitare il suo stile comunicativo pulito e accattivante.

Questo non-colore è associato a sensazioni di sicurezza, pace, innocenza, pulizia: dal momento che tutti gli altri colori nascono a partire da esso, il bianco è percepito come sinonimo di perfezione e pace.

Ora la controprova: guardate questo bel sito.
Avete mal di testa? Probabile, avete appena sperimentato l'assenza dell'assenza. Ogni centimetro quadrato di questo spazio web è ingombro di qualche scritta, lo spazio vuoto è visto come minaccia. L'horror vacui in grafica non porta quasi mai a qualcosa di positivo.   

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