ARTE

Jader Bonfiglioli, arte tra visioni e riflessioni

Jader Bonfiglioli, arte tra visioni e riflessioni
Martedì, 11 Febbraio 2014

Un mondo asettico e colorato, quello che Jader Bonfiglioli crea con le sue opere appariscenti. Le superfici brillano lisce e perfette, riflettendo la luce, coinvolgendo il visitatore in un’esperienza prima di tutto estetica, poi intellettuale. Il plexiglass si plasma fino ad assumere le forme più varie, toccando le tematiche  più disparate e suscitando le interpretazioni più fantasiose; il minimo comun denominatore è sempre l’artista, con la sua poetica. 

Jader Bonfiglioli è affascinato dal mondo della comunicazione, figlio di un’epoca in cui i mass media hanno forgiato il nostro modo di pensare, dalla pubblicità, il culto dell'immagine. Questa appartenenza non è  vissuta con sofferenza, anzi: è quasi con devozione che l’artista bolognese, ma riminese d’adozione, realizza gigantesche scatolette di carne Simmenthal, pile di lattine di Coca Cola pronte ad essere abbattute con un lancio ben assestato, intricate vie di spaghetti Barilla. 



Con un occhio malinconico scolpisce una Marylin Monroe presente solo nella sua sofferenza: le lenzuola vuote, in cui l’attrice deve aver vissuto attimi terribili, ultimi di una lunga serie di sfortunate coincidenze che hanno reso la sua vita tanto luccicante e dorata quanto tragica.

La tragedia torna, raccontata in un unico frame, anche in “11 settembre”: il simbolo di una nazione potentissima, la bandiera degli Stati Uniti d’America, si disgrega insieme al primo attacco sul suo territorio.



Una bandiera frantumata è protagonista anche di “Unità d’Itaglia”: il tricolore è scisso, appeso ad asciugare come biancheria, una tinta alla volta. La disgregazione crea paura ed ignoranza, l’unione armonia.

Il bisogno di esprimere la propria visione trasformandola in materia raggiunge la sua più alta espressione in “Alla ricerca della felicità”, in cui il pensiero si fa materia, si fa viaggio, in un’installazione dedicata ad Epicuro e alla sua lettera a Meneceo.
Foglio dopo foglio, la mente fa chiarezza nel caos della vita e della morte, sedimentandosi in un tentativo di elevarsi al cielo; i ragionamenti corretti sono impilati e la penna appoggiata sancisce il termine del lavoro. Forse la felicità è avere tra le mani un progetto e sapere di poterlo realizzare.

La serie “Rimini” racconta attraverso sculture bianche e immacolate sette attori della città, sette protagonisti significativi, ereditati da un passato glorioso e testimoni dell’immobilità del presente. Il ponte di Tiberio (“Mille miglia fa”) è scomposto in blocchi quasi a mostrare una interiorità dissestata, mentre il Tempio Malatestiano (Voci dal Tempio”) è rappresentato sul dorso di un elefante, simbolo dei Malatesta, la signoria che lo edificò, fu ad un passo da una terribile fine ma poi fu invece “resuscitato”.  

Jader Bonfiglioli abbatte il confine tra opera d’arte e oggetto di design con la serie Habitart, dove elementi cosiddetti d’arredo assumono forme che, oltre a suscitare piacere estetico, stimolano la riflessione. Un “Fascio littorio”, appena nascosto da un panneggio per coprire la sua parte negativa e ombrosa, diventa un punto luce, a riguadagnare il suo significato originario. “Acqua” è un lavabo dalla forma più perfetta e naturale, due mani congiunte a coppa per raccogliere ciò che di più prezioso la terra ha per noi. 

Con Jader Bonfiglioli oggetti e testi uniti in un viaggio entusiasmante ricco di emozioni.

Per maggiori informazioni visita il sito dell'artista

3.0/5 di voti (1 voti)

Commenti (0)

Lascia un commento

Stai commentando come ospite. Login opzionale sotto.


Anti-spam: complete the task
© 2013 OB | Officine Bonfiglioli
Via Cupa 5 . 47826 Villa Verucchio (RN) . Tel. +39 0541 670544 . Fax +39 0541 670322 . Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.